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Errori In Medicina di A. Grande

9788865150979

Nuovo

Titolo: Errori In Medicina
Autore: A. Grande
Editore: Società Editrice Universo
ISBN: 9788865150979
Pagine: 400
Edizione: Prima
Pubblicazione: 01/2014

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A. Grande - Errori In Medicina

Dalla clinica alle aule giudiziarie rende davvero molto bene il contenuto di questa interessantissima monografia. Infatti, è proprio da una vasta messe di esperienza clinica, personale e bibliografica, che il testo acquista pregi che difficilmente riescono a caratterizzare i contributi di matrice medicolegale in materia di responsabilità sanitaria. Una materia che, invero, è a monte costituita da errori, siano essi definibili slips, lapses o mistakes, o altro ancora, come dettagliatamente analizzato e puntualizzato nel capitolo dedicato appunto alle caratteristiche e alla genesi degli errori. Responsabilità, così come colpa, è infatti un concetto, prima che un termine, di indole giuridica, che è stato necessariamente assunto nell’ambito medicolegale, ove le perizie in materia di responsabilità sanitaria devono necessariamente utilizzare anche lemmi propri del diritto, per dar concreta realizzazione a quel presupposto della medicina legale che è ancestralmente definito de rebus medicis sub specie iuris. Errore è invece un termine correntemente usato dalla metodologia clinica (anche qui non senza alcune distinzioni, come sbaglio, dimenticanza, etc.) ed è proprio su questo concetto che si articola, in maniera molto originale, attraverso una dovizie di casi tratti da molteplici dimensioni assistenziali, nelle quali primeggia (non a caso, essendo l’autore cardiochirurgo) quella chirurgica, anche se non mancano emblematiche descrizioni di errori in numerosi altri settori assistenziali. Per mantenere il discorso all’interno dell’alveo medicolegale, essendo in esso ricompresa anche larga parte del clinical risk management, è davvero il caso di raccomandare la lettura di questa monografia a coloro che se ne occupano elettivamente, specie perché nei primi capitoli figurano numerosi richiami a questo campo, comprendenti anche specifiche linee guida, tratte da una bibliografia internazionale di tutto riguardo. Quale logico corollario, al predetto capitolo segue una sintetica, ma incisiva riflessione sulla medicina difensiva, che si conclude con la citazione di una nota di Gian Antonio Stella, comparsa sul Corriere della Sera del 23 febbraio 2012, nella quale a proposito della crescente, insostenibile pressione del contenzioso tra pazienti e medici, segnatamente chirurghi, Stella richiama la situazione che si è venuta a creare ultimamente negli USA, dove vanno ad operare medici pakistani che, una volta “fatto il pieno” di cause, se ne ritornano in Pakistan. La ragione di tutto ciò risiede ovviamente nella crescente renitenza dei medici americani a praticare le specialità, come quelle chirurgiche, maggiormente soggette al contenzioso. Purtroppo, tale fenomeno è ormai in atto anche in Italia come concretamente dimostrato dalla progressiva riduzione delle domande di accedere alle scuole di specializzazione maggiormente esposte a tale iattura. Non dimentica, l’autore, quanto possa pesare al medico, più o meno motivatamente chiamato a giudizio, la pubblicità fortemente negativa innescata anche da una singola contestazione: su questo particolare frangente nel quale l’autore definisce molto efficacemente il medico come “la seconda vittima” è esposta un’interessantissima carrellata di reazioni psicologiche corredata anche da preziosi suggerimenti (strutturati in letteratura) per far si che il medico possa uscirne contenendo quanto più possibile sofferenza e risentimento. È ampiamente noto che uno dei deterrenti convenientemente applicabili per cercare quantomeno di attenuare le insoddisfazioni dei pazienti consiste nel mantenere con essi un atteggiamento di lealtà e trasparenza che deve comprendere anche la comunicazione degli eventuali errori: strategia sulla quale l’autore si sofferma con preziosi suggerimenti in un apposito capitolo, integrato anche da un ulteriore spazio specificamente dedicato alla scabrosa questione delle false informazioni in materia di risultati terapeutici. Non meno interessante della prima, è la seconda parte, nella quale l’autore presenta - in maniera tanto accattivante da apparire romanzesca - una serie di casi clinici invece realmente accaduti (tratti dalle “cronache”, anche internazionali, più disparate), nei quali gli errori dei medici (e pure dei para-medici) la fanno veramente da padroni, talora in maniera singolarmente clamorosa, anche per un lettore - come il sottoscritto - da decenni avvezzo alle più disparate e incresciose vicende di responsabilità sanitaria. Questa rassegna è in parte classificata per aree specialistiche e in parte per funzioni complementari alla dimensione diagnostico-terapeutica strictu sensu intesa. Vi si annoverano gli errori nella dimissione del paziente, nel suo trasferimento da reparto a reparto, nella compilazione della cartella clinica (con particolare, moderno riferimento a quella elettronica), nella gestione dell’informazione e nella gestione del consenso: tutte tematiche di particolarmente attuale interesse, affrontate in maniera sensatamente poco dottrinale, ma con elevata efficacia persuasiva (alludiamo ovviamente a quei medici poco propensi a svolgere queste attività con la dovuta accuratezza. Sul finire, la monografia contiene anche un complementare, ma pertinente, richiamo alle “malefatte” commesse da medici col pretesto di migliorare la conoscenza e la pratica clinica attraverso sperimentazioni dolosamente condotte - sotto diverse latitudini - in spregio ai più elementari diritti umani, ed a quelle di cui si sono colposamente macchiate alcune aziende farmaceutiche anche sotto il profilo della scorretta/reticente informazione. Chiude la monografia una sorta di “istruzioni per l’uso” in caso di vertenza giudiziaria, che i lettori medici potranno trovare sicuramente utile, nella malaugurata ipotesi di trovarsi in siffatto frangente, specie perché formulata in maniera molto “friendly” e, proprio per ciò, agevolmente fruibile sul piano pratico.

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